#6 e ULTIMA TAPPA BLOG TOUR “IL BARBARO DI ROMA”+ GIVEAWAY: RECENSIONE: IL BARBARO DI ROMA” DI ADELE VIERI CASTELLANO (SERIE ROMA CAPUT MUNDI #3)

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TITOLO: IL BARBARO DI ROMA

AUTORE: ADELE VIERI CASTELLANO

SERIE: ROMA CAPUT MUNDI #3

EDITORE: AMAZON PUBLISHING

GENERE: ROMANCE STORICO

PUBBLICAZIONE: 07 GENNAIO 2020

Trama

È solo un uomo che affronta le tragiche prove che il Fato gli ha riservato

Aphrodisias, 53 d.C. Giulia Urgulania per anni ha solcato i mari con la bireme Calypso cercando di dimenticare l’uomo che avrebbe potuto spezzarle il cuore. Adesso non corre più alcun pericolo, perché di lui non le restano che una manciata di ricordi, un tocco, un profumo, un bacio.

La Bestia non ha più nulla del grande guerriero che era un tempo, è soltanto un corpo da gettare nell’arena contro uomini e belve. Nella sofferenza della sua prigionia gli è rimasto solo un incontenibile desiderio di vendetta.

Esistenze divise, cuori spezzati. Eppure qualcosa accadrà in quello stadio affollato di gente, in quella città così lontana da Roma. Giulia comprenderà che le tante miglia percorse e la grande sofferenza che l’ha ferita così profondamente alla fine l’hanno condotta fin lì, dove porterà a termine una difficile missione anche a costo della sua stessa vita.

Recensione

Passione, vendetta, coraggio, bramosia, amore. Questo e molto altro ci racconta Adele Vieri Castellano nel terzo volume della serie Roma Caput Mundi, in cui prende vita e letteralmente si consuma la storia d’amore tra Giulia Urgulania e Raganhar di Gerlach. 

Lei, discendente di una delle gens più nobili di Roma, indipendente e fiera, donna d’affari ricca e bellissima. Lui, principe germanico, vinto, soggiogato e poi accolto dalla Roma imperiale, che lo ha visto diventare un leale alleato, indomito e vigoroso. Ed è proprio quando viene inviato a tutelare gli interessi dell’Impero, che cade vittima della cupidigia umana, tradito e accerchiato, ferito e condannato a perdere gli uomini che avrebbe dovuto guidare e proteggere, relegato a una vita di sevizie e crudeltà.

Quando a Roma arriva la notizia più terribile e inaspettata, Giulia è costretta ad affrontare la realtà dalla quale era fuggita tempo prima. Spaventata dall’intensità dei sentimenti che avevano preso a germogliare nel suo cuore, si era allontanata in silenzio dall’unico uomo che avrebbe potuto minare la sua indipendenza, facendola ricadere nel vortice dell’amore che in passato le aveva causato tanto dolore. Non sempre, però, ciò che si lascia andare ritorna e così, atterrita dalla perdita che si costringe a nascondere anche a se stessa, prende a girare il mondo per curare i propri affari con la bireme Calypso, fino a raggiungere la città di Aphrodisias. E sarà proprio nella fiorente provincia ai confini dell’Impero che il destino mescolerà le carte e la metterà di fronte all’evidenza che dall’amore non si fugge, addossandole la responsabilità di un compito che metterà a rischio non solo la sua vita, ma anche quella di coloro che a lei si sono affidati. 

“Aveva compreso che l’amore non è solo un ricordo o un’emozione passeggera. L’amore è molto di più, è un mondo a se stante che vive nel cuore e non nella mente, che resta appiccicato ai sogni, all’esistenza e ogni giorno palpita e non smette di crescere e tormentarti.”

Fin dalle prime pagine giunge chiara la percezione di sofferenza e tormento di un uomo che rischia in ogni momento di perdere se stesso, ma riesce a tenersi in vita sostenuto solo da odio e vendetta. Con grande dinamismo e scene di azione cruente e incalzanti, la Castellano apre la strada a una storia di coraggio e rivalsa in cui la riscoperta dell’amore è la chiave ma non è l’unica protagonista. Accanto alle figure dei due personaggi principali, campeggia sulla scena della narrazione un terzo elemento non meno decisivo o fondamentale: il Fato crudele e beffardo, magnanimo e salvifico, severo e giusto. Fortuna, sorte, destino, qualunque sia il modo in cui si definisca, è ciò che determina vicende, crea incontri, condanna i rei, mette alla prova gli uomini, infine dà sollievo agli animi. Mirabile la descrizione della tempesta che sorprende la nave al largo. La furia del mare, l’angoscia dell’equipaggio, la paura della morte, la fatica di governare l’imbarcazione in preda all’ira del dio Nettuno sono perfettamente narrate con pennellate di pathos che creano un dipinto a tinte forti, oltre le pagine fatte di parole.  

Anche grazie all’intervento di personaggi secondari che conferiscono colore e credibilità al tutto, non ultimo un giovane Nerone, rampollo della stirpe imperiale non ancora imperatore ma già chiaramente destinato a diventarlo, l’intreccio degli eventi risulta raffinato e imprevisto. Soprattutto nel momento della vendetta tanto agognata, che sembra essere scontata seppure anelata dal lettore, l’autrice lascia la scelta delle azioni alla nobiltà della natura umana, che prevale sulla cieca furia.

“La crudeltà deliberata, come ogni altro vizio, non richiede altro motivo che se stessa e ha bisogno solo dell’occasione.”  

Infine lo stile narrativo: maturo, forbito, ricercato, chiara testimonianza dello studio che sottende la scrittura di un romanzo come questo, ricco di riferimenti architettonici, astronomici, letterari e storici, che risultano necessari per definirne la qualità e lo spessore, senza mai essere orpelli o mere dimostrazioni di sapere.

Unico piccolo neo, a mio gusto personale, è l’ampio spazio concesso alle protagoniste femminili dei precedenti romanzi della serie, che qui ritroviamo al completo insieme alle figure maschili, e che ricorrono come personaggi secondari. In più di un’occasione ho percepito una sorta di cameratismo al femminile, ovvero un gruppo di amiche che si ritrovano per sostenere chi tra loro è in difficoltà, per condividere notizie e pettegolezzi, aiutarsi a vicenda. Probabilmente l’intenzione dell’autrice è stata proprio questa e avrebbe anche funzionato, se solo fosse stata un po’ meno invadente rispetto al rapporto tra i due protagonisti, che mi sarebbe piaciuto vedere in una più stretta interazione.

VOTO:

4emezzo

SENSUALITÀ:

3

VIOLENZA:

3

VOTO RAGANHAR:

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VOTO GIULIA: 

3,5

RECENSIONE A CURA DI:

Kat Woman2

EDITING A CURA DI:

Queen2

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PERSONAGGI PRINCIPALI

Nome completo: Raghanar Badulf di Gerlach (da badu, lottare e wolf, lupo)
Nato in un villaggio chatto il 4 aprile del 22 d.C.
Capelli: neri
Occhi: verdi
Segni particolari: nessuno… per il momento
Colore preferito: rosso
Metallo: il ferro, la durezza della sua spada
Portafortuna: crede solo nel Gaefa, il destino dei Germani
Ascendente: ariete

Il principe Raganhar di Gerlach nasce all’alba, nel pieno risveglio della natura, partorito dalla madre inginocchiata come usano i Germani chatti, affinché i neonati vengano accolti nelle braccia della Madre Terra. Nel suo destino, predetto da un veggente, c’era un popolo straniero e terre lontane e così è avvenuto: è stato infatti catturato dai romani e portato a Roma come ostaggio. Ma la sua prigionia è mutata ben presto, perché lui è nato nel segno astronomico dell’ariete, il cui pianeta dominante è Marte il guerriero e il suo elemento è il fuoco. Nulla può domarlo o trattenerlo anche se il suo amico più caro, a dispetto di cultura e origini, è un romano.

Ama il rosso in tutte le sue sfumature: il colore del cuore, del sangue dei nemici, del rubino, del corallo e il metallo che predilige è il ferro, che appartiene a Marte. È intelligente, dinamico, determinato, il suo carattere è affine al maestoso cervo maschio dai grandi palchi che domina il branco e, se fosse rimasto nella sua terra, sarebbe diventato un re giusto, ardito e saggio.

Il simbolo che meglio lo rappresenta è la testa dell’animale stesso e le sue corna, emblema della fecondità nella Natura. Come la primavera, che lo ha visto venire al mondo, anche Raganhar ha dentro di sé la forza di un germoglio che spunta dal terreno, dell’eruzione di un vulcano o la travolgente potenza di una cascata perché è nato nei giorni successivi all’equinozio di primavera che rappresenta il cambiamento e la continuità della vita. Nella mitologia il suo segno è connesso alla leggenda degli Argonauti, condotti da Giasone verso la Colchide per conquistare il vello d’oro: anche lui è un conquistatore in tutto ciò che pensa e fa e, in un certo senso, è lui che alla fine ha conquistato i romani.

Ha bisogno di agire, organizzare, è un originale e rifiuta di venire organizzato o dominato. È un egoista perché tutto ciò che gli piace ama possederlo e lotta per quel possesso, perché è coraggioso e apprende rapidamente. Ama comandare, risolvere situazioni difficili, prende spesso l’iniziativa ma sa anche accettare i consigli quando capisce che sta sbagliando. Irrequieto per natura, ha la costante necessità di nuovi traguardi, di nuove idee, nuove avventure. A volte è privo di tatto, perché la sua natura irruente lo porta a volere tutto ma ha una memoria ferrea, non dimentica i torti anche se il forte senso di giustizia smorza, il più delle volte, questa sua caratteristica.

Dotato di grande energia, a volte soffre per i propri entusiasmi e per gli eccessi ma non per questo si ferma: è coraggioso e impulsivo fino alla temerarietà, se convinto delle proprie ragioni, e non è affatto diplomatico ma spontaneo, fino al punto di concludere anche in perdita i propri rapporti affettivi. Spesso non bada alle conseguenze delle sue azioni o delle proprie parole, e altrettanto sovente ricade negli stessi errori ma è sempre pronto a riprendersi, a rialzarsi. Pur non essendo riflessivo, né costante, tende ad agire fin quasi a logorarsi anche per colpa delle frustrazioni che comporta l’impossibilità di realizzare i suoi obiettivi ma il principe ha in sé una forza che potremmo definire misteriosa: cade, ricade, cade ancora ma sempre si rialza e affronta le difficoltà senza mai arrendersi.

È capace di grande lealtà verso coloro che ama e incapace di rancori prolungati, attacca frontalmente ogni ostacolo, senza mai aggirarlo o tergiversare e detesta la menzogna. Non mentirebbe mai nemmeno per salvarsi la vita e non accetta l’ipocrisia, non ha mezze misure nemmeno nei confronti del denaro: è prodigo o avaro all’eccesso. Orgoglioso e fedele, il più delle volte si stanca dei rapporti mediocri o instabili e il suo amore più grande è per la libertà.
In amore è un guerriero pronto a combattere e, più l’oggetto del suo amore è irraggiungibile, più il suo cuore s’infiamma e non si arrende, certo di vincere. Ama il sesso, è reattivo e non bisogna aspettare molto per accenderlo. La donna che scatena il suo desiderio deve essere morbida ma dotata di forza e bellezza, trasgressiva e originale.

Raganhar protegge sempre le persone che gli sono vicine, corre in loro difesa, eppure non è facile essere suo amico: si devono sopportare aggressività e di irruenza ma, a parte questo, c’è sempre nel bisogno e nei momenti gioiosi del divertimento.

Ariete ascendente ariete, è forte e dinamico, impulsivo e collerico ma in ciò che fa è instancabile e irriducibile. In amore è un uomo appassionato, soggetto a colpi di fulmine e ciò che vuole non lo dimenticherà. Mai.

Nome completo: Giulia Urgulania
Nata a Roma il 9 ottobre del 19 d.C.
Gens: Urgulania
Padre: Paolo Urgulanio (fratellastro della madre di Livia, Plautia Urgulanilla) – Madre: Severa Sestia
Capelli: castano scuro
Occhi: marroni
Segni particolari: una profonda tristezza per l’amore perduto
Colore preferito: il verde, il colore degli innamorati
Metallo: l’argento
Pietra portafortuna: il quarzo rosa
Ascendente: cancro

Il suo pianeta dominante è Venere, l’elemento è l’aria, il simbolo del suo segno zodiacale ricorda la stadera, lo strumento di misurazione egiziano emblema dell’equilibrio. Giulia è per metà sulla terra, per metà nel cielo con il suo spirito e sa benissimo che Giove utilizzava la bilancia per giudicare gli uomini e determinare il loro destino. Il suo, di Fato, è stato determinato da un uomo, Quinto Decio Aquilato, che l’ha salvata da un gesto estremo. Il principe batavo ha infatti messo un peso sulla sua bilancia e lei, da allora, non ha più potuto mettere fine alla sua esistenza, per onorare quell’uomo formidabile e gli dèi che hanno voluto intercedere per lei. Come potrebbe opporsi alla loro volontà?

Per questo Giulia ricerca l’equilibrio sopra ogni cosa e cerca di agire nel migliore dei modi nei rapporti sociali. È una donna pratica, disinvolta e senza pregiudizi, oltre a possedere molto charme. È anche una stratega nata, se fosse stata un uomo sarebbe stato un grande generale artefice di molte, vittoriose battaglie.

Non solo: a volte sembra così distaccata e impersonale che sarebbe un’ottima ambasciatrice e diplomatica, in grado di affrontare delicate trattative grazie al grande autocontrollo che esercita anche sui propri sentimenti e sulla propria esistenza. Ama anche vincere, in ogni campo, quello degli affari e quello della vita.

La sua morale è spesso elastica, le piace cadere in tentazione ma ha un gran fiuto negli affari, adora essere elegante, predilige i bei gioielli e gli uomini virili, di fronte ai quali però riesce sempre a mantenere l’autocontrollo grazie alla naturale diplomazia che possiede. Ricchezza, lusso, comodità: ama circondarsi di oggetti costosi e di tutto ciò che è raffinato, anche se a volte sente un innato desiderio di svago e pace, di allontanarsi, per non essere costretta a fare scelte che potrebbero sconvolgerle la vita o sovvertire il tanto agognato equilibrio. Trovare e creare armonia è sempre stato per lei un obiettivo primario e, a volte, per raggiungere questo stato idilliaco, preferisce rinunciare a un suo bisogno.

È dotata di grandi capacità analitiche e le usa non solo per sé, ma anche per consigliare le persone care. Amica sincera, talvolta diffidente, impiega un po’ di tempo a entrare in confidenza ma poi, in caso di difficoltà, sa essere presente nel modo giusto ed è molto tollerante nei confronti degli errori altrui. I suoi consigli le fanno sempre conquistare la stima degli amici, è sempre perfetta, affidabile. Una donna di buonsenso, o così pare.

In amore è razionale, controllata un po’ per carattere ma soprattutto per il suo tragico passato. Pur conoscendo bene l’arte della seduzione, non si abbandona mai, non si fida né si lascia mai andare: si è già concessa una volta a un uomo colto, intelligente ed elegante, ma è stato ucciso e da allora ha rinunciato ai legami e all’amore. Se incontrasse un uomo, quest’ultimo dovrebbe capire come sedurla, come costringerla a dimenticare con l’arte della parola, della seduzione e con carezze e coccole e accendere di nuovo il fuoco e la passione che si nascondono in lei. Ma un uomo così Giulia sa bene che non esiste.

Il suo ascendente, il cancro, le dona dolcezza e remissività insieme a una forte dose di femminilità. Indecisioni e dubbi però dovrebbero essere combattuti insieme alla tendenza a rinchiudersi in se stessa.

GIVEAWAY

In palio 11 copie cartacee de Il Barbaro di Roma autografate
Per partecipare è sufficiente:

  • Like alla pagina autore Adele Vieri Castellano – AVC Historiae
  • Like alle pagine Facebook dei blog ( di seguito i link alle pagine)
  • Condivisione dei post delle tappe su Facebook con tag di 2 persone

L’ estrazione degli 11 vincitori avverrà a blog tour concluso

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#4 TAPPA BLOG TOUR “IL BARBARO DI ROMA”+ GIVEAWAY: “LA VENDETTA DEL SERPENTE” DI ADELE VIERI CASTELLANO (ROMA CAPUT MUNDI #2)

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TITOLO: LA VENDETTA DEL SERPENTE

AUTORE: ADELE VIERI CASTELLANO

SERIE: ROMA CAPUT MUNDI #2

EDITORE: AMAZON PUBLISHING

GENERE: ROMANCE STORICO

PUBBLICAZIONE: 9 LUGLIO 2019

Trama

Lei è la sua stessa vita, il suo respiro, il suo amore. E ora è in pericolo

Roma, 46 d.C. Il senatore Marco Quinto Valerio Rufo questa volta non è chiamato a combattere guerre né ad affrontare feroci barbari ai confini dell’Impero. La vendetta ha bussato alla sua porta e pretende un tributo di sangue, quello di una creatura indifesa che ama più di sé stesso e che un vile nemico gli ha sottratto senza pietà. Lui, che non teme nulla e nessuno, dovrà affrontare il Male in una partita a due che avrà un solo vincitore. Eppure, anche in quei giorni oscuri e terribili, l’amore riuscirà a sconfiggere l’odio e un suo germoglio nascerà nel cuore dell’arciere siriano suo fedele amico, Arash Tahmurat…

Recensione

Questo romanzo nasce come riedizione ampliata e editata di una precedente versione, Roma 46 D.C. Vendetta. Nella storia ritroviamo Marco Quinto Valerio Rufo e Livia Urgulania, uniti nella vita come marito e moglie, entrambi vittime di un crimine orrendo perché un nemico oscuro trama nell’ombra al solo scopo di prendersi la sua vendetta contro il valoroso guerriero e senatore romano.

Ciò che segna le pagine di questo romanzo è certamente il dolore e l’agonia di una madre a cui è stato sottratto il bene più prezioso, la rabbia di un padre che si impegna a mettere da parte la propria sofferenza per salvare la sua ragione di vita, ponendo fine così all’angoscia propria e della donna amata. Rufo è il giustiziere che combatte per ristabilire l’equilibrio delle cose, per proteggere l’innocente vittima della malvagità altrui, ma è anche colui che sacrifica sé stesso per vedere ancora sorridere l’amata Livia.

D’altra parte, la stessa Livia dimostra una forza d’animo e una determinazione mirabili, a fronte di una perdita tanto drammatica, mentre rischia di perdersi nell’incertezza di un futuro che potrebbe rivelarsi tragicamente doloroso. Tratti caratteriali, questi, che affermano la crescita di un personaggio già noto certamente ma che aveva mostrato in passato immaturità e incertezze, attraverso comportamenti che l’avevano spesso resa invisa alle lettrici. Una nuova maturità che è facile interpretare come la crescita di una donna divenuta moglie e madre, perfettamente coerente con il personaggio e con questo romanzo.

Accanto a sentimenti così potenti e complessi, prende forma la storia d’amore tra Arash Tammurat e Mirta. Lui guerriero valoroso e scaltro al servizio di Roma, lei giovane schiava macchiata dall’onta commessa da una madre disperata. Nonostante la sua giovane età e l’inesperienza delle vicende della vita, sarà proprio Mirta a riscattare il terribile peccato compiuto da sua madre Larentia, grazie al proprio coraggio e alla forte personalità che non contrastano con la sua innocenza, anzi contribuiscono a creare un personaggio interessante che ho apprezzato molto. La sete di conoscenza, il desiderio di vita, il sentimento sconosciuto che germoglia e che lei stessa accoglie con meraviglia e trasporto sono gli aspetti che l’hanno resa ai miei occhi tenera e al contempo determinata, rientrando senza dubbio tra le mie preferite.

La Castellano spicca per il suo stile ricercato e fluido, sempre accurato e perfettamente adeguato al tempo storico della narrazione senza, però, risultare artefatto o eccessivo. Un romanzo ambientato nell’antica Roma, che non sia scritto con la stessa appropriatezza stilistica, risulterebbe certamente meno interessante e forse anche inappropriato. In alcuni casi la ricercatezza della forma non è puro esercizio stilistico, ma una necessità di espressione, e questo romanzo ne è un chiaro esempio.

VOTO:

4

SENSUALITA’:

2emezzo

VOTO RUFO:

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VOTO LIVIA:

4

VOTO ARASH:

corona4

VOTO MIRTA:

4

RECENSIONE A CURA DI:

Kat Woman2

EDITING A CURA DI:

Rebirth2

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PERSONAGGI PRINCIPALI

Nome completo: Marco Quinto Valerio Rufo
Nato a Roma il 20 novembre del 12 d.C.
Gens: Valeria
Padre: Manio Valerio Rufo – Madre: Emilia Lepida
Capelli: neri
Occhi: castano scuro
Segni particolari: cicatrice sul braccio sinistro simile a un serpente
Colore preferito: viola
Metallo: il ferro che non si piega
Portafortuna: l’agata, una pietra di diversi colori
Giorno fortunato: il martedì, il giorno del dio Marte
Ascendente: leone

Nato durante la secunda vigilia in una fredda notte di novembre, quarto di tre fratelli tutti morti in tenera età, sempre protetto da bambino da una madre apprensiva, fin da piccolo è sempre stato taciturno e misterioso, riflessivo e affascinante. Proprio perché protetto, ama il rischio, non teme gli avvenimenti drammatici e, per alcuni versi, li va a cercare. Però non cerca mai il pericolo per dimostrare di essere il più coraggioso: semplicemente, si sente completo solo in situazioni pericolose.

È astuto, conosce la natura umana, è discreto, fedele e al contempo capace di infrangere le regole. Quando incontra il piccolo Lucio Arrunzio Stella trascorre con lui ogni giorno per le strade di Roma, è il fratello che non ha mai avuto e, quando il padre lo porta con sé in Germania Superiore, l’unico motivo di sofferenza per Marco sarà dover abbandonare il grande amico.

Eppure questa sua sofferenza resta ai più invisibile, perché Marco rivela raramente ciò che gli passa per la mente, ha un carattere volitivo, difficile da interpretare e, come tutto ciò che è sfuggente, crea intorno a sé un fascino irresistibile.
Il suo è un segno d’acqua, è tutto fuorché superficiale. Pensa a lungo a tutto quello che gli viene detto, pensa anche quando deve agire e se ritiene di aver subito un’offesa, reagisce con tutta la propria virulenza perché subisce l’influenza del pianeta dominante, il focoso Marte. Però le sue reazioni non sono mai fini a sé stesse, riflettono solo l’alta consapevolezza che ha di sé stesso.
Non sopporta la stupidità, la vigliaccheria, è ascendente leone, quindi forte, positivo, magnetico, spesso inquieto. Ha un approccio aperto e diretto, passionale e generoso e detesta le persone bugiarde, tortuose, così come i compromessi.
Fin da quando il padre è stato trucidato atrocemente dai barbari, la sua esistenza è diventata una continua battaglia per ottenere vendetta e raggiungere obiettivi che non sono mai di piccola portata, sia a livello materiale sia morale. Per vendicare il padre ha dimenticato la pietà, ha strappato la pelle al suo omicida senza indugio, senza dare tregua né a sé stesso, né ai suoi nemici.
Aquilato, il batavo che lo ha raccolto in fin di vita dopo le torture dei bructeri, è diventato un amico fedele e in un certo senso Rufo ha potuto pagare il prezzo della sua salvezza salvando i bambini del villaggio da un attacco di lupi. Per questo si è conquistato la lealtà dei batavi che insieme a lui diventeranno le guardie del corpo addirittura dell’imperatore Caligola.

Idee, ideali e sentimenti sono sempre in primo piano per lui, li segue con costanza e caparbietà il suo unico difetto è quando si lascia sopraffare dalla sua natura molto emotiva. È leale e franco, ma la stessa lealtà e la stessa franchezza la pretende anche dagli altri, spesso queste qualità sfociano in un’eroica dedizione a una causa, che sia quella imperiale o della famiglia o dei suoi legionari.
È intelligente, aperto e perspicace, il suo coraggio non è mai in discussione, ha grandi qualità strategiche e la capacità di capire immediatamente le debolezze altrui. Ha sempre posseduto una buona eloquenza, ha il dono d’osservazione, le facoltà d’analisi e di sintesi, una naturale imponenza fisica e il magnetismo che lo ha reso popolarissimo come legato tra i suoi legionari.
È un uomo sensuale e passionale, capace di amare profondamente la sua donna, Livia, che fin da subito lo ha colpito con i suoi occhi e la sua bellezza quasi esotica. Ormai uomo maturo ha capito che ogni sua energia va investita nel bene della famiglia e Livia e Valeria Rufilla diventano il solo bene che deve difendere contro tutto e contro tutti.

Nome completo: Livia Urgulania
Nata a Roma il 15 dicembre del 21 d.C.,
Gens: Urgulania
Padre: Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, l’imperatore Claudio – Madre: Plautia Urgulanilla
Capelli: neri
Occhi: verdi
Segni particolari: nessuno
Colore preferito: turchese
Metallo: lo stagno
Portafortuna: un anello in turchese
Ascendente: Gemelli

Essere nati in questo giorno significa avere una mente molto libera, in grado di fare mille progetti. È un segno di Fuoco dominato da Giove e Venere. Livia è fiduciosa, sincera e fedele, crede nel futuro e nei cambiamenti, soprattutto dopo la terribile esperienza di gioventù. In età adulta è riuscita a trovare una ragione di vita nell’amore.
Ama passeggiare all’aria aperta, difficilmente si lascia abbattere dalle difficoltà, è amante della casa, del giardino e del proprio nucleo familiare. Possiede la meravigliosa capacità di fare progetti grandiosi, che possono diventare realtà grazie a un fortissimo intuito.
Venere le dona creatività e molto romanticismo. La combinazione astrologica e planetaria di Venere con Giove offre ai Sagittari tanti piccoli e grandi eventi fortunati. Nettuno invece le dona immaginazione e capacità di amare.
L’ascendente gemelli la influenza non poco e segna il suo carattere con una conflittualità interiore che tuttavia non si manifesta mai in modo eccessivo né distruttivo, grazie alla buona capacità di Livia di mantenere un equilibrio costante. Ha un’innata inclinazione alla giustizia, spesso dà prova di una grande passione in tutto ciò che fa, è generosa e capace di coinvolgere tutti. Il suo carattere nasconde però un’insidia: il timore di vivere i sentimenti come limitazione alla propria indipendenza.
Il sesso viene vissuto come un impulso naturale che non occupa la maggior parte del suo tempo. Livia ha ben altre avventure cui dedicarsi, che richiedono un enorme dispendio di energie. È una donna dal temperamento vivace ma attenta ai particolari e spesso dà maggiore rilevanza all’aspetto sentimentale che prelude il rapporto: la spontaneità comunque emerge sempre e spesso travolge e annulla i preliminari. È attratta dall’intelligenza e dalla dinamicità che il suo compagno riesce a darle in quei momenti: l’atmosfera in cui si sviluppa il rapporto conta poco.
Talvolta, riguardo all’amore, può assumere atteggiamenti freddi e distaccati perché è profondamente convinta che nella vita ci siano esperienze più interessanti da provare ma quando scatta la scintilla è fedele e si dedica al partner con tutte le sue energie.

Nome completo: Arash Tahmurat
Nato: il 23 novembre del 17 d.C.
Padre: governatore di una provincia siriana, Archelao Meto e di una principessa di stirpe reale, Khilissa
Capelli: neri
Occhi: neri e insondabili
Segni particolari:
Colore preferito: giallo ocra come la sua terra di Siria
Metallo: bronzo
Portafortuna: un laccio in cuoio decorato da un medaglione d’oro
Pianeta: Giove
Giorno fortunato: giovedì
Ascendente: Toro

Il segno del Sagittario ama esplorare, è un segno di fuoco, attivo e dinamico ed esercita un’azione trascinante sugli altri grazie al suo innato ottimismo e all’atteggiamento fiducioso che ha verso la vita. Queste doti si riversano come un fiume in piena verso chi ha saputo stimolare la sua energia e la sua curiosità.

Molto passionale, molto generoso, capace di coinvolgere tutti, eppure ha timore di vivere i sentimenti come limitazione alla libertà personale e come ostacolo alla realizzazione della propria indipendenza e per questo può assumere atteggiamenti o comportamenti superficiali, che neppure il nostro Sagittario riesce a spiegarsi e che finiscono per allontanare gli altri. Nella maturità è riuscito ad attenuare queste inclinazioni e dentro di lui le combatte con decisione.

La dualità del Sagittario, parte spirituale e materiale identificate nella sua immagine doppia immagine di uomo e cavallo, si esprime come conformismo e spirito di ribellione. I due atteggiamenti tendono a coesistere e, a seconda dell’età, a prevalere l’uno a scapito dell’altro.

Come tutti coloro che hanno l’ascendente nel segno del Toro, di solito è riflessivo, calmo, perseverante, tranquillo, stabile. Ha bisogno di sicurezza materiale, oltre che emotiva, e questo suo bisogno di possesso può renderlo eccessivamente attaccato ai beni materiali e avido di piaceri.

Punti di forza sono senz’altro le sue capacità diplomatiche, che gli permettono di circuire e convincere gli altri con un certo savoir-faire, con la sua sensualità, la pazienza e la costanza. A volte però può risultare eccessivamente testardo e poco incline ai cambiamenti.

L’incontro Giove-Venere predispone al godimento della vita senza grandi problemi e sacrifici, ama la musica, le cerimonie, le cose belle e lussuose ma si sa anche accontentare della vita semplice che gli hanno offerto i romani come ausiliare nelle file della legione.

Arash ha una mente aperta, a volte è testardo con spirito conservatore. Se l’ascendente Toro lo rende più equilibrato e riflessivo, dall’altra parte ne accentua l’ambizione. Ha un ottimo senso dell’umorismo, possiede gentilezza e buon senso ma, sopra ogni cosa, ha la capacità di godere dell’istante, oltre alla capacità di semplificare ogni problema.

Nella sua vita sentimentale predominano la sensualità e la ricerca di sensazioni nuove e il suo bisogno di stabilità lo spinge a legarsi molto in fretta con la donna della sua vita. Può diventare eccessivamente possessivo verso chi ama.

Nome completo: Mirta
Nata a Roma il 14 ottobre del 29 d.C.
Gens:
Padre: Sconosciuto, forse uno schiavo – Madre: Larentia, una schiava a servizio della gens Cornelia
Capelli: castano molto chiari
Occhi: grigi, cangianti
Segni particolari: la ricerca della libertà
Colore preferito: il verde, simboleggia la perseveranza e la conoscenza superiore
Metallo: l’oro bianco
Pianeta: Venere
Pietra portafortuna: tormalina verde
Ascendente: Pesci.

Il suo segno zodiacale è cardinale, cade all’inizio dell’autunno e appartiene all’elemento Aria, governato da Venere. Mirta è un esteta, ama il bello, è gentile, affascinante, curiosa. Il suo passato l’ha segnata profondamente ma affronta con coraggio ogni situazione e accetta di vivere una vita che non le appartiene nel tempio di Ecate. Non è quello che desidera, eppure sua madre le ha promesso la libertà e con quel segreto desiderio conficcato nel cuore vive serenamente la sua vita di adepta.
Forse in apparenza sembra arrendevole, in realtà è capace di mettersi in gioco quando si tratta di risolvere controversie o difendere chi ha subito un sopruso: Mirta ha un forte senso della giustizia ben è rappresentato dal simbolo della bilancia, suo segno zodiacale. È abile, diplomatica e lotta sempre a fianco dei più deboli così come si elegge subito a protettrice della piccola Valeria Rufilla.
Proprio i conflitti sono il tallone d’Achille di Mirta: talmente alto è l’amore per l’armonia e la giustizia che ogni possibile forma di contrasto è vista come una stortura nell’ordine ideale delle cose e, quindi, evitata e combattuta. Difficile che perda la pazienza: non fanno per lei le scenate e le esplosioni di rabbia, comportamenti che considera volgari e inutili.
A volte sembra indecisa ma in realtà sa bene ciò che vuole e due sono le cose che desidera ardentemente: salvare la figlia di Marco Quinto Rufo rapita e conquistare l’amore dell’arciere siriano Arash Tamurath.
È una creatura affascinante, piacevole; possiede un grande potenziale affettivo e un’umanità speciale: buona come il pane, forse fin troppo, disposta a sacrificarsi per gli altri e le sue non sono solo parole ma fatti. È sensibile, intuitiva, sa mettersi nei panni altrui con grande empatia e chi riesce a conoscerla davvero lo avverte e lo apprezza. Mirta non prende mai gli ostacoli di petto, li aggira trovando soluzioni alle quali gli altri non avrebbero mai pensato.
L’amore è il centro focale della sua esistenza. È romantica, ha sempre sognato un amore grande, vero profondo e sincero. Ha bisogno di un partner che la coccoli, l’accetti, la difenda e la protegga e chi mai potrebbe farlo meglio di quell’arciere straniero dagli occhi profondi e simbolo di lealtà e coraggio?

In fondo al suo cuore Mirta ha sempre cercato una storia che la coinvolgesse anima, cuore e corpo visto che l’amore è un punto fermo della sua esistenza, il punto di riferimento centrale: senza di esso, per lei tutto perde sapore e interesse.
Il suo ascendente la rende a volte insicura, per questo va incoraggiata ad avere fiducia in se stessa, a rafforzare la sua volontà a volte intermittente, a esprimere i suoi bisogni e i suoi sentimenti. Se resa più sicura troverà la strada a lei congeniale e un’ottima e fruttuosa intesa con l’uomo della sua vita.

GIVEAWAY

In palio 11 copie cartacee de Il Barbaro di Roma autografate
Per partecipare è sufficiente:

  • Like alla pagina autore Adele Vieri Castellano – AVC Historiae
  • Like alle pagine Facebook dei blog ( di seguito i link alle pagine)
  • Condivisione dei post delle tappe su Facebook con tag di 2 persone

L’ estrazione degli 11 vincitori avverrà a blog tour concluso

I BLOG PARTECIPANTI

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PROSSIMA TAPPA:

14 febbraio

Il leone di Roma 

BLOG: OPINIONI LIBROSE; INSAZIABILI LETTURE; LE CERCATRICI DI LIBRI

I SOGNALIBRI DELLA SETTIMANA: USCITE DAL 06 AL 12 GENNAIO 2020

uscite 0612gen2020

Appuntamento fisso  per il nostro BLOG, con I SOGNALIBRI DELLA SETTIMANA, un recap delle uscite Top della settimana che ci accingiamo ad affrontare!!!

Per la Trama e il link di acquisto vi basterà semplicemente cliccare sulla cover!!

Buoni Acquisti e Buona Lettura!!!

06 GENNAIO 2020

07 GENNAIO 2020

08 GENNAIO 2020

09 GENNAIO 2020

10 GENNAIO 2020

“IL BARBARO DI ROMA” DI ADELE VIERI CASTELLANO (SERIE ROMA CAPUT MUNDI #3)

IL BARBARO DI ROMA CARD

TITOLO: IL BARBARO DI ROMA

AUTORE: ADELE VIERI CASTELLANO

EDITORE: AMAZON PUBLISHING

GENERE: ROMANCE STORICO

PUBBLICAZIONE: 07 GENNAIO 2020

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Trama

È solo un uomo che affronta le tragiche prove che il Fato gli ha riservato

Aphrodisias, 53 d.C. Giulia Urgulania per anni ha solcato i mari con la bireme Calypso cercando di dimenticare l’uomo che avrebbe potuto spezzarle il cuore. Adesso non corre più alcun pericolo, perché di lui non le restano che una manciata di ricordi, un tocco, un profumo, un bacio.
La Bestia non ha più nulla del grande guerriero che era un tempo, è soltanto un corpo da gettare nell’arena contro uomini e belve. Nella sofferenza della sua prigionia gli è rimasto solo un incontenibile desiderio di vendetta.
Esistenze divise, cuori spezzati. Eppure qualcosa accadrà in quello stadio affollato di gente, in quella città così lontana da Roma. Giulia comprenderà che le tante miglia percorse e la grande sofferenza che l’ha ferita così profondamente alla fine l’hanno condotta fin lì, dove porterà a termine una difficile missione anche a costo della sua stessa vita.

#1

IL LEONE DI ROMA

Roma, 50 d.C. Massimo Valerio Messalla è nobile di nascita, colto per educazione e guerriero per scelta, ma la sua libertà sta per finire: il padre gli impone di sposarsi, per garantire una discendenza alla stirpe dei Valeri.
Ottavia Lenate è una giovane inquieta e curiosa, appassionata di scienza e astronomia, che desidera la conoscenza, non un marito, specie non uno ruvido e affascinante come Messalla, l’uomo a cui scopre di essere destinata.
Massimo e Ottavia si trovano così forzati in un’unione decisa da altri, finché il Fato non li porterà ad Alessandria d’Egitto. In quella terra arida, sterile come l’anima di Messalla e ricca di tesori nascosti come lo spirito di Ottavia, una terribile minaccia in arrivo dal passato metterà a rischio tutto ciò che Massimo, il leone di Roma, ama e vuole proteggere…

#2

LA VENDETTA DEL SERPENTE

Lei è la sua stessa vita, il suo respiro, il suo amore. E ora è in pericolo

Roma, 46 d.C. Il senatore Marco Quinto Valerio Rufo questa volta non è chiamato a combattere guerre né ad affrontare feroci barbari ai confini dell’Impero. La vendetta ha bussato alla sua porta e pretende un tributo di sangue, quello di una creatura indifesa che ama più di se stesso e che un vile nemico gli ha sottratto senza pietà. Lui, che non teme nulla e nessuno, dovrà affrontare il Male in una partita a due che avrà un solo vincitore. Eppure, anche in quei giorni oscuri e terribili, l’amore riuscirà a sconfiggere l’odio e un suo germoglio nascerà nel cuore dell’arciere siriano suo fedele amico, Arash Tahmurat…