RECENSIONE: “ALAKIM. L’ULTIMA CARTA” DI ANNA CHILLON (SERIE QUADRILOGIA ALAKIM #4)

ALAKIM. L’ULTIMA CARTA REVIEW

TITOLO: ALAKIM. L’ULTIMA CARTA

AUTORE: ANNA CHILLON

SERIE: QUADRILOGIA ALAKIM #4

EDITORE: SELF PUBLISHING

GENERE: FANTASY DARK

PUBBLICAZIONE: 24 LUGLIO 2020

Trama

VOLUME FINALE DELLA QUADRILOGIA “ALAKIM”

Trovare il vero coraggio.

Mettere il cuore a nudo, per dare un senso al dolore.

Fino all’ultima carta.

***

Il marchio del Male incombe su Nicole mentre gli abitanti di Marsiglia, ignari complici di oscure macchinazioni, la mettono sempre più alle strette.
Darsi per vinta non è un’opzione, non ora che i suoi angeli sono disposti a rinunciare a tutto pur di proteggerla e difendere il loro legame sempre più profondo e complesso.
Per Alakim ciò significherà dare sfogo alla propria lotta interiore, mettere in gioco tutte le proprie carte e prepararsi al peggio. Perché questa volta suo fratello sarà impietoso come sa esserlo la nuda verità, e la guerra pretenderà un prezzo più alto della vita.

Allora, nel momento più buio, ogni sacrificio diventerà lecito e il cuore resterà l’unica, inarrestabile luce. Recensione

Anna Chillon è una di quelle scrittrici che ami in maniera incondizionata ma a cui, allo stesso tempo, daresti una bella tirata d’orecchie perché lasciano passare troppo tempo tra un libro stupendo e il suo attesissimo seguito.
Tutto questo, care Dreamers, per dirvi che quel pazzo spudorato di un Serafino mi è mancato più di quanto avrei mai immaginato. Lui e tutta la sua meravigliosa combriccola.
Ma facciamo le cose per bene e riprendiamo dal punto in cui eravamo rimaste.
Nicole è stata marchiata da Satana in persona e i suoi amici stanno cercando disperatamente un modo per poterla liberare da quel vincolo terrificante, soprattutto perché la ragazza inizia a subirne gli effetti sia sul piano fisico sia su quello mentale.
Nel frattempo Alakim ha stretto un accordo con Orechov per saldare il debito della sua bella Invocantes, un accordo che porterà un vantaggio inaspettato anche allo stesso Serafino.
La maestria e l’intelligenza con cui la Chillon è riuscita a collegare la situazione di Nicole con il lavoro sporco che Alakim deve compiere per Orechov sono state esemplari. Soprattutto perché, in mezzo a tutto questo trambusto, i nostri eroi faranno i conti anche con la possessione di un giovane essere umano da parte di un demone infimo e potente. Insomma, un altro imprevisto di cui avrebbero voluto fare a meno.
Ho amato da impazzire ogni libro della Chillon, ma devo ammettere che quest’ultimo volume della saga è stato di una potenza emotiva indescrivibile.
Ciò che ci aspetta sarà grandioso: scene dure e sanguinarie, dipinte egregiamente con pennellate scure e violente, alternate ad attimi di una dolcezza e intensità più uniche che rare. Istanti che ci mostrano un lato di Alakim davvero inaspettato, un lato che ce lo farà amare mille volte di più. Un contrasto di ombra e luce, di nero e bianco, di malvagità e amore… ma non un amore qualunque.
Nossignore. Perché Alakim, Nicole e Muriel hanno riscritto quella parola e l’hanno dotata di un significato molto più profondo, impregnandola di un desiderio che trascende la carnalità, di un bisogno irrefrenabile che non tutti capirebbero. Perlomeno non senza mettersi nei loro panni e vivere le loro stesse turbolente emozioni. Non senza restare sconvolti ed elettrizzati dalla loro oscena sensualità, frutto di un “ménage a trois” che dona a ciascuno appagamento e completezza. Un “ménage a trois” che, per i miei gusti personali, non avrei mai tollerato in un romanzo, eppure la Chillon è riuscita a farmelo accettare e amare come se la sua assenza fosse stata inconcepibile.

“Ora anche per lei c’era qualcosa di sacro al mondo e non stava dentro una chiesa, tra crocifissi e candele votive. Stava in un letto dalle lenzuola di raso nere, bagnate e stropicciate, con tre corpi intrecciati a farne uno solo.”

Non mancheranno neppure inquietanti esorcismi mescolati abilmente all’oscuro fascino dei tarocchi e scontri adrenalinici tra angeli e demoni, descritti sempre con quella gloriosa e agghiacciante perfezione che ormai è marchiata a fuoco sulle pagine di questa scrittrice.
Il tutto all’interno di un macabro gioco architettato dal Maligno, fin troppo interessato a manovrare i fili invisibili che muovono le vite dei suoi ignari burattini.

Anna Chillon ha un dono, ragazze mie.
Quello di saper creare storie epiche e graffianti, e cucirle addosso a noi lettori come un elegante abito di velluto nero che ci calza alla perfezione.
Quello di dipingere con maestria il lato più oscuro dell’animo umano e rendere eccitante ogni sfumatura di malvagità che ne scaturisce.
Quello di convincerci che il male, spesso e volentieri, è molto più affascinante del bene.
Quello di creare personaggi scomodi, audaci e politicamente scorretti, e farceli apparire indimenticabili con quegli sbagli, quelle paure e quella vulnerabilità che li rendono così deliziosamente e teneramente umani.

VOTO:

librodasogno-indimenticabile

SENSUALITÀ:

bocca5

VOTO ALAKIM:

blu5

VOTO NICOLE:

rosa5

VOTO MURIEL:

blu45

RECENSIONE A CURA DI:

Lexie2

EDITING A CURA DI:

Miky2

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