RECENSIONE: “MALEDETTO MARGARITA” DI SARA S.

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TITOLO: MALEDETTO MARGARITA

AUTORE: SARA S.

SERIE: AUTOCONCLUSIVO

EDITORE: COLLANA DIGITALE BRIGHTLOVE (PUBME)

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE – CHICK-LIT

PUBBLICAZIONE: 13 MAGGIO 2019

Trama

Dieci milioni di dollari e una casa editrice in eredità. Un sogno che si avvera, direte voi. E, in effetti, lo sarebbe anche per l’impacciata ventiduenne Sarah Jessica Torres, se non fosse che di editoria non ci capisce assolutamente nulla. Se poi, a remarle contro, ci si mette anche un presuntuoso, arrogante ed illegalmente sexy barman dagli occhi verdi, allora per la nostra Sarah le cose si complicheranno e non poco. Il bello degli imprevisti, però, è che forse rendono la vita un po’ più dolce, proprio come un galeotto Margarita, pronto a far girare la testa ad entrambi. Tra battibecchi infuocati, gelosie esplosive e baci al sapore di vaniglia, Sarah e Brandon ci faranno fare un giro sulle montagne russe dell’amore, con tanto di alti e bassi e vuoti d’aria. Ma se Brandon nascondesse una profonda tristezza, dietro quegli occhi da seduttore? E se Sarah, fosse l’unica in grado di farlo tornare a sorridere? Spesso, il nostro passato, rischia di farci a pezzi, ma l’amore, a volte, è l’unica cosa in grado di rimetterli insieme.

Recensione

Sarah Jessica Torres ha ventidue anni, fa la gelataia e non ha un soldo.

All’improvviso viene convocata dal notaio di famiglia e scopre che il nonno paterno è venuto a mancare lasciandole in eredità una quantità spropositata di denaro, con una piccola clausola da rispettare: la nipote dovrà prendere il suo posto come direttrice della Casa Editrice Campel.

Proprio lei, che di editoria non capisce un fico secco. Ma Sarah non si perde d’animo, accetta l’accordo e inizia a spendere i soldi dell’eredità in un locale chiamato Pacha assieme alla sua migliore amica.

Peccato però che le basti un semplice Margarita per ubriacarsi e non ricordare più nulla del resto della serata, come per esempio perché la mattina dopo debba svegliarsi su un divano non suo, a casa del sexy barista che l’ha servita al locale la sera prima.

Ma non finisce qui, perché il destino è pronto a giocarle un altro brutto scherzo, dal momento che il sexy barista in questione, che si chiama Brandon Sullivan, è anche il primo dei candidati che si presenteranno a colloquio l’indomani presso la sua nuova casa editrice.

Volente o nolente Sarah sarà costretta ad assumerlo, nonostante quel ragazzo sia così maledettamente irritante, perché Brandon conosce il suo segreto… un segreto che la diretta interessata gli ha spiattellato durante la sbornia della sera prima. 

Il rapporto tra i due protagonisti è fin da subito vivace e frizzante, con battute al vetriolo che, in un primo momento, sembrano esprimere fastidio e disprezzo reciproci ma in realtà celano un’attrazione che nessuno dei due vorrebbe provare. 

Il fatto che Brandon sappia benissimo che Sarah è totalmente incapace nel suo ruolo di direttrice, rende le sue frecciatine nei confronti di lei ancora più spassose e spietate.

Eppure lui non approfitta mai completamente del suo vantaggio, anzi… il più delle volte si comporta come un eroe dall’armatura scintillante, sempre pronto ad accorrere in aiuto di Sarah per rimediare a situazioni potenzialmente catastrofiche, con una dolcezza e una bontà d’animo che lo renderanno ancora più speciale ai nostri occhi. Perché Brandon Sullivan è un ragazzo fantastico. E sono convinta che anche voi sentirete come me la terribile mancanza del suo sensuale e tenerissimo punto di vista in più di un’occasione.

«Ti odio, Brandon Sullivan. Cristo, quanto ti odio».

«Odi et amo», dice lui con tono teatrale. «Mai sentito parlare di Catullo, Paris?».

«E tu hai mai sentito parlare di vai al diavolo?».

In mezzo a mille battibecchi, situazioni un po’ bizzarre, prepotenti gelosie e un malinteso che mi ha fatto quasi venire una gastrite, Sarah e Brandon troveranno un’intesa perfetta che li porterà a provare un sentimento molto profondo, ma del tutto sconveniente. Perché lei è il suo capo e lui è uno spregiudicato donnaiolo che ha alle spalle un segreto delicato e ingombrante. 

E questo non è un problema.

E’ un disastro coi fiocchi che condurrà inevitabilmente a un cuore tradito e spezzato: quello di Sarah, ovviamente.

Ho adorato tutto di questo vivacissimo romanzo. Tutto.

Compresi i suoi folli personaggi secondari che ci fanno gustare ogni scena con un immancabile sorriso sulle labbra.

Ma la migliore in assoluto resta lei, Sarah Jessica Torres. 

Perché lei è una di noi. Perché è un’imbranata all’ennesima potenza. Perché è lontana anni luce dalle protagoniste femminili perfette e irraggiungibili. Perché, tra semplici gaffe e figuracce colossali, Sarah sbaglia in continuazione. Nel modo più schietto e divertente che si possa immaginare. Perché sa benissimo di essere un disastro nel ruolo di direttrice eppure, nonostante le difficoltà e i momenti di sconforto, saprà tenere duro e combattere per ciò in cui crede.

Ebbene sì, ho dato cinque – il massimo dei voti – a una commedia e scommetto che in molte vi starete chiedendo il perché.

Semplice.

Perché in un periodo stressante come questo, avevo proprio bisogno di un libro così, che mi regalasse una ventata di buonumore, che mi facesse sognare e divertire con la sua storia spassosa, tenera e un po’ piccante, così ricca di eventi da non annoiarmi mai. Una briosa e romantica favola moderna il cui protagonista indiscusso non è stato una persona in carne ed ossa, ma un cocktail chiamato “Margarita” in grado di combinare più danni di un vero e proprio terremoto.

Ma sappiate che esistono danni… e “Danni”.

Perché, se tutti i disastri fossero così dolci, gustosi e scoppiettanti, il mondo sarebbe davvero un posto migliore e vivremmo tutti col sorriso sulle labbra e il cuore più leggero. 

VOTO:

5

SENSUALITA’:

3

VOTO BRANDON:

corona4,5

VOTO SARAH:

5

RECENSIONE A CURA DI:

Lexie2

EDITING A CURA DI:

Candy2

 

IL NOSTRO MOMENTO PERFETTO” DI M. LEIGHTON

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TITOLO: IL NOSTRO MOMENTO PERFETTO

AUTORE: M. LEIGHTON

EDITORE: NEWTON COMPTON EDITORI

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE

PUBBLICAZIONE: 10 DICEMBRE 2019

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Trama

L’unica persona che Brinkley abbia mai davvero amato è Dane: il ragazzo che lavorava nei campi di proprietà del suo patrigno
Dane James lavorava nei campi di Alton, il mio patrigno. Era il ragazzo della porta accanto. Forte, determinato. Proibito. Dal momento in cui i nostri occhi si sono incontrati, ho capito che eravamo destinati ad amarci. Ma le nostre vite correvano su binari paralleli: ci desideravamo da lontano, in segreto. E per la maggior parte delle  nostre esistenze, siamo stati separati dalla crudeltà di un destino avverso. Così come era chiaro che ci saremmo innamorati, era ovvio che saremmo precipitati, soffrendo. Due stelle che bruciano prima di toccare terra: più e più volte, come un incubo ricorrente. O un sogno destinato a non realizzarsi mai. Il nostro passato è tormentato. Il nostro futuro è incerto. L’unica cosa che ci apparteneva era un presente doloroso ma perfetto. Fino a quando qualcuno non ha deciso di portarcelo via.

 

RECENSIONE: “IL FARO DELLE ANIME RITROVATE” DI MARIA LAURA CARONITI

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TITOLO: IL FARO DELLE ANIME RITROVATE

AUTORE: MARIA LAURA CARONITI

EDITORE: TRISKELL EDIZIONI

COLLANA: RESERVE

GENERE: CONTEMPORANEO

PUBBLICAZIONE: 23 NOVEMBRE 2019

Trama

Sevan Facinelli è un architetto italoamericano che lavora a New York per una prestigiosa società di ingegneria di cui ambisce a diventare socio, forte soprattutto dell’imminente fidanzamento con Rebecca Loewenthal, la figlia del fondatore dello studio. Introverso, solitario e carismatico, Sevan sembra tuttavia incapace di prendere le distanze da un’avventura che rischia di fargli perdere tutto quello per cui ha lottato. In rotta con il fratello di Rebecca, Noah, e poco presente al lavoro, Sevan deve fare i conti anche con la notizia della morte di Clara Bark, cui in passato era stato legato da un rapporto ambiguo e morboso.
Partito alla volta di Cape Cod per il funerale, Sevan scopre che Clara ha espresso, nelle sue ultime volontà, il desiderio che lui ristrutturi un vecchio faro, acquistato da lei prima di morire. Vincolato dal testamento a seguire i lavori senza la possibilità di appoggiarsi alla Loewenthal & Associati, Sevan decide di rimandare il fidanzamento con Rebecca e di vivere nella casa attigua al faro con Amoret Reed, l’ingegnere che Clara ha voluto nel progetto e che abita lì da sempre.
L’attrazione tra i due è immediata, ma entrambi sembrano decisi a non assecondarla.

Recensione

Due i motivi per i quali un recensore può sentirsi in imbarazzo.

Aver poco da raccontare oppure, di contro, avere una miriade di cose da scrivere da non sapere da dove iniziare.

Delle due, sicuramente il secondo è la causa della mia difficoltà nell’impostare la recensione di “Il faro delle anime ritrovate”.

E poi, altro dilemma: se mi dovessi dilungare troppo sarò capace di mantenere alta l’attenzione di chi mi legge, e quindi dare il giusto contributo a questo romanzo contemporaneo che merita niente di meno che una recensione alla sua altezza?

Nell’incertezza che mi attanaglia, lascerò a te che mi leggi l’opportunità di decidere quanto tempo dedicare a questo articolo, per questo inizierò da ciò che di solito riserverei alle battute di chiusura.

Storie come quella che ci racconta Maria Laura Caroniti dovrebbero essere ampiamente lette e ammesse nella lista dei beni considerati patrimonio mondiale dei lettori.

Affermazione esagerata, la mia?

No, assolutamente no, anzi ne rivendico la pertinenza perché al di là del contenuto – che già basterebbe a suffragare la mia convinzione – è infrequente trovare un romanzo autoconclusivo come il suo, che riesca a dare una visione a tutto tondo di una storia molto articolata, ricca di eventi e personaggi, e che svela in modo esaustivo tutti gli iniziali misteri che destrutturano in modo efficace la trama, ricollocandoli con modi e tempi eccezionalmente intriganti.

Adesso sarebbe arrivato il momento di congedarmi, augurandoti buon viaggio e buonissima permanenza presso Provincetown

Però, se hai voglia di dedicarmi ancora pochi minuti, potremmo fare parte di questo viaggio insieme!

Non posso che vantare una conoscenza virtuale con l’autrice – solo una volta ho avuto il piacere di incontrarla di persona, ed è stato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2019 – ma una cosa di lei l’ho capita: va sempre oltre la superficie delle cose, e sfida i suoi lettori a fare lo stesso.

Per chi la segue sui social non è certo un mistero la passione che nutre per i fari.

Queste imponenti strutture, sparse in tutto il mondo, sono situate in zone costiere pericolose e impervie per la navigazione, il cui nome deriva dall’isola di Pharos, nella quale già nel III secolo A.C. si ergeva una torre con al suo apice un fuoco di segnalazione, sempre acceso, per i naviganti.

Ormai la tecnolgia, con i nuovi sistemi digitali di orientamento, ha quasi del tutto soppiantato l’utilità dei fari, e quei pochi che sono ancora attivi sono stati automatizzati e così denaturati del loro fascino storico, romantico e, perchè no, anche mitologico.

Non allarmarti, non sono qui a scrivere un trattato sulla storia dei fari, sarei la persona meno adatta, te lo posso assicurare, ma la curiosità mi ha imposto di andare a ricercare qualche informazione su queste antiche sentinelle del mare – definizione liberamente usurpata all’autrice – ed è così che ho l’ardire di supporre l’idea dalla quale è nato il titolo di questo romanzo.

E cioè, da un fatto di cronaca divenuto leggenda, avvenuto nel 1900 al faro di Eilean Moore in Scozia, e definito in seguito all’accaduto il faro delle anime perdute

Naturalmente chiedo subito venia all’autrice se la mia vena indagatrice ha preso un granchio grosso come una casa!

Ma veniamo al romanzo pubblicato da Triskell Edizioni nella collana Reserve, spostandoci ai giorni nostri sulla costa del piccolo stato del Massachusetts, epicentro di una storia intrisa di forti sentimenti, tra i quali, però, sembra non contemplato l’amore.

“Amore è un faro sempre fisso

che sovrasta la tempesta e non vacilla mai:

è la stella-guida di ogni

sperduta barca,

il cui valore è sconosciuto,

benché nota la distanza.”

Come può essere “amore” un faro a cui è stato strappato il cuore, la sua anima di luce, e destinasto al buio implacabile di un’imminente demolizione?

Indubbio come l’assonanza tra il faro e il fato già pianificato e deciso dal protagonista maschile, a un passo dall’ ottenere ciò per il quale ha lavorato e tramato fin dalla sua adolescenza.

Un freddo calcolo che ha il sapore della vendetta e del riscatto, un’ascesa professionale inacidita dal degradante vuoto della sua sfera emozionale.

Sevan.

Un nome che ha in sé tutto il significato di ciò che rappresenta l’uomo che lo porta.

Nero, come l’oscurità di un’anima ossessionata dal peccato di un capriccio, e al quale non avrebbe permesso in alcun modo di minare le salde sbarre della sua gabbia dorata.

La sua spietata razionalità non lascia spazio ad altro che non sia atto a sfamare la sua ambizione.

In Sevan coesistono due personalità: l’asfittico architetto newyorkese, e l’uomo che torna a respirare attraverso un lascito che il primo considera un castigo.

Per me uno dei protagonisti maschili più complessi di cui abbia avuto il piacere di leggere, e per questo indimenticabile.

Sevan e le donne.

Molte sono transitate nella sua vita: alcune solo ombre labili in una notte di passione, altre ricorrenti e ambigue, due sole determinanti per il suo cammino verso la luce.

Una, l’unica, che sarà il suo piccolo amore: Amoret.

, mio caro dreamers, questo è il significato del nome proprio della protagonista femminile: il piccolo amore che darà luce al nero animo di Sevan.

Sempre che quest’ultimo riesca a recidere le catene che lo tengono legato al suo peccato.

A modo mio ti ho traghettato fin sulle rive di Cape Cod, ora tocca a te – se vorrai – continuare questo meraviglioso viaggio.

Il mio consiglio è di non lasciarti sfuggire l’opportunità di conoscere Sevan e Amoret.

VOTO:

5

SENSUALITA’:

3

VOTO SEVAN:

corona5

VOTO AMORET:

5

RECENSIONE A CURA DI:

Sienna2

EDITING A CURA DI:

Candy2