RECENSIONE: “AGATA. DURO DA AMARE” DI ANNA CHILLON (SERIE PIETRE PREZIOSE #3)

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TITOLO: AGATA. DURO DA AMARE

AUTORE: ANNA CHILLON

SERIE: PIETRE PREZIOSE #3

EDITORE: SELF PUBLISHING

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE

PUBBLICAZIONE: 07 GIUGNO 2019

Trama

Giovane e incauta, mi avventurai nel bosco dove trovai una casetta con un uomo rozzo che disprezzava gli esseri umani e si comportava come se possedesse tutto il tempo del mondo.

Mi cacciò senza usare una parola, eppure io lassù ci tornai mettendo a rischio più volte la mia vita. Per lui, per quell’enigma da risolvere.

Mentii, impugnai una pistola e sperimentai quel sesso che da scontro diviene un incontro. Scoprii anche che la sincerità può far male, ma è la sola strada per essere felici.

Me lo insegnò lui, maltrattandomi, salvandomi e sequestrando ogni mia cellula, mentre nodo dopo nodo mi permetteva di dipanare la matassa della sua folle esistenza.

Quante cose nascondeva quel silenzio?

Forse più di quante avrei potuto tollerare.

Certo più di quanto le parole avrebbero mai potuto esprimere.

Recensione

Eccomi qui a parlarvi del terzo e ultimo libro della trilogia delle gemme, di colei che si riconferma una delle mie scrittrici italiane preferite in assoluto: Anna Chillon.

Vi siete mai chieste che cosa sia realmente una gemma? Beh, ve lo spiego io.

Una gemma è un insieme di materiali di origine diversa che, per la loro lucentezza, colore e brillantezza, fanno assumere a quella pietra un enorme valore.

Ed è proprio questo che sono le storie di Anna Chillon, care lettrici.

Un pregiato caleidoscopio di emozioni, all’interno del quale brillano di luce propria protagoniste femminili che, per risplendere come stelle nel firmamento, hanno bisogno di incontrare un protagonista maschile oscuro e magnetico che le liberi da ogni catena (fisica e mentale), facendo loro spiccare il volo come magnifici uccelli appena liberati da una gabbia.

Questo è ciò che succede ad Agata, una studentessa universitaria romana con la passione del disegno, una ragazzina incatenata a una vita perfetta e soggiogata dal peso delle alte aspettative dei suoi genitori.

È per questo che, una mattina, Agata diserta le lezioni e si avventura in mezzo al bosco per disegnare in solitudine. Almeno fino a quando i suoi occhi non si posano su una sperduta casetta di legno e sul suo enigmatico inquilino: un gigante taciturno, scorbutico e trasandato, che non si fa scrupoli nemmeno a sgozzare un serpente davanti agli occhi di una ragazzina impaurita.

Anzi, forse sarebbe meglio dire una ragazzina impaurita ma anche affascinata dall’alone di mistero che avvolge quell’orco burbero e silenzioso.

Perché è questa la profonda lotta di sensazioni che vive Agata fin dal primo incontro con quello che, per motivi che scoprirete durante la lettura del romanzo, mi rifiuterò di chiamare col suo vero nome.

Forse è coraggio. O magari incoscienza. O addirittura follia.

Sì, follia è davvero il termine giusto per definire l’ostinazione quasi irrazionale con cui Agata tornerà ripetutamente da quell’uomo, nonostante i suoi continui e categorici rifiuti.

Una principessina dell’alta società e un cavernicolo rude e trascurato appartengono a mondi così lontani che, nell’istante esatto in cui essi entrano in collisione, il risultato può essere soltanto esplosivo.

Perché quei due si provocano, si sfidano, si fanno del male a vicenda… eppure ogni dannatissima volta il risultato è un incastro perfetto nella sua irragionevolezza.

Lui la possiede anima a corpo. La sovrasta. La fa sentire sporca, umiliata e svuotata di ogni energia. E tutto ciò, per una ragazza come Agata, è dannatamente liberatorio.

Il fatto è che la mia vita, quella vera, non terminò lì, ma iniziò lì.

E fu, ancora, il buio.”

L’avventura di Agata, tuttavia, non sarà fatta soltanto di sublime erotismo e di intensa passione, perché l’animo del suo uomo orso è dilaniato da feroci demoni interiori, fantasmi mascherati da sensi di colpa che solo quel piccolo terremoto impiccione di Agata sarà in grado di sconfiggere una volta per tutte.

L’alone di mistero che avvolge quel barbaro rude (e al contempo capace di donare un’infinita tenerezza alla sua donna) è sempre più profondo e ti porta a chiederti in modo quasi febbrile chi sia in realtà, che cosa gli sia successo di così grave da portarlo a eclissarsi così dal mondo esterno e soprattutto ti lascia nel cuore un’unica certezza: quando scoprirai di cosa (e soprattutto di chi) si tratta, ogni briciolo di attesa sarà egregiamente ricompensato.

A un certo punto, le strade dei due protagonisti si incroceranno anche con quelle dei personaggi che già conosciamo, attraverso una catena di coincidenze che permetterà ad Agata di toccare con mano la vera se stessa, di liberarsi da ogni costrizione, di assecondare gli istinti più irrazionali e di realizzare finalmente i suoi sogni.

A essere sincera, è proprio grazie a Giada, Vincent, Ambra e Niccolò che le tinte della storia si fanno ancora più calde e luminose.

Ma non in modo sfacciato o grossolano. Nossignore.

Perché quello che trasudano le pagine della Chillon è sempre un erotismo sottile, che s’insinua dentro di te in maniera subdola e polverizza uno dopo l’altro tutti i tuoi freni inibitori.

Pur non essendo questo il mio romanzo preferito della trilogia (la storia di Ambra e Niccolò avrà sempre un posto privilegiato all’interno del mio cuore), posso affermare con vero piacere che Anna Chillon è riuscita ancora una volta a regalarci una bellissima storia dotata sia di sfumature dolci, sia di tratti più intensi, oscuri e passionali.

Un romanzo in cui le parole possono far più male di mille coltelli piantati nel petto.

Mentre i silenzi… beh, i silenzi invece guariscono tutto, persino le ferite del cuore e i tormenti dell’anima, con una tenerezza che mai avrei creduto possibile.

Insieme per gioco, per sostegno, per affetto.

Uniti e liberi. Con tutta la follia di cui eravamo capaci.

Purché fossimo noi, e noi soltanto, gli artefici del nostro destino.”

VOTO:

4emezzo

SENSUALITA’:

4emezzo

VOTO “UOMO ORSO”:

corona4,5

VOTO AGATA:

4

RECENSIONE A CURA DI:

Lexie2

EDITING A CURA DI:

Candy2

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