RECENSIONE IN ANTEPRIMA: “AMBRA. LUI CHE AMA A MODO SUO” DI ANNA CHILLON (SERIE PIETRE PREZIOSE, #2)

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TITOLO: AMBRA. LUI CHE AMA A MODO SUO

AUTORE: ANNA CHILLON

SERIE: PIETRE PREZIOSE, #2

EDITORE: SELF PUBLISHING

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE

PUBBLICAZIONE: 20 LUGLIO 2018

Trama

Niccolò Aragona, artista chiacchierato, soprannominato dai media “Il Mannaro”, a causa dei soggetti dei suoi dipinti. Per quel che ne sapevo, d’indole dominante.

Cristiano Riva, stimatissimo medico e cliente abituale della caffetteria in cui lavoravo. Lo avrei definito anaffettivo.

Da uno dei due ricevetti una proposta di lavoro, dall’altro una proposta indecente.

Io volevo soltanto il denaro per fare il viaggio dei miei sogni, perciò, anche se un baratro di diversità mi separava dall’uomo che lo avrebbe reso possibile, accettai la sua offerta. Entrai nel suo mondo e giorno dopo giorno in quel baratro ci cascai a piedi pari. Fu lui a trascinarmici e fui io a dargli tutta me stessa senza sapere che ne avrebbe fatto.

Fino a quel giorno.

Fino a quelle parole.

Recensione

RECENSIONE PRIVA DI SPOILER.

Ci sono libri che passano inosservati senza lasciare il segno.

Altri, invece, ti entrano dentro e si ritagliano un posticino speciale nel tuo cuore.

E poi ci sono i romanzi di Anna Chillon. Poesie colme di erotismo e di dolcezza, capaci di impadronirsi delle tue emozioni manovrandole come bambole inerti.

Avevo aspettative altissime su questo romanzo.

Anna Chillon non le ha semplicemente soddisfatte… le ha prese tra le mani, le ha gettate nel fuoco e le ha fatte ardere in un maestoso incendio che ancora brucia al centro del mio petto.

“Non so cosa accadde all’Ambra che rinunciò a partire per mancanza di fondi. So solo che quella che si intestardì pagò il prezzo del biglietto con il denaro, col sudore, con le lacrime e con ogni pazzo palpito del suo cuore.”

Avevamo conosciuto Ambra già nel precedente romanzo, in quanto sorellastra di Giada e frutto di un tradimento commesso da suo padre Aron… un “errore di gioventù” che Vincent stesso aveva tenuto nascosto al mondo intero, diventando per lei una sorta di pseudo-papà.

Sono passati sei anni dalle vicende del primo volume, Ambra è una ventitreenne solare e un po’ ingenua, fa la cameriera all’Amarcord e possiede una visione così disincantata della vita da essere disposta a tutto pur di coronare il suo sogno di partire per l’Africa.

Persino accettare di lavorare per un uomo tanto intrigante quanto pericoloso, addentrandosi in punta di piedi nella sua tenebrosa dimensione fatta di piacere… e di dolore.

Poi c’è Cristiano Riva, l’affascinante ortopedico che frequenta assiduamente il locale in cui lavora la nostra protagonista, un uomo cinico, arrogante e apparentemente anaffettivo che considera il denaro il solo e unico mezzo per ottenere ciò che vuole. E lui desidera Ambra. Con un’intensità che la attrae come una calamita e al contempo la spaventa da morire.

La triade dei protagonisti si completa infine con Niccolò Aragona, l’amico di Vincent, il famigerato “mannaro”, il pittore maledetto che nelle sue tele ritrae scene macabre del mondo fantasy con una componente carnale così oscena da scandalizzare gran parte dei suoi osservatori. Un uomo che, a seguito della perdita di una persona a lui cara, è stato costretto a farsi carico di un adolescente problematico e travagliato che il più delle volte non riesce a gestire.

Viste le mie premesse, verrebbe spontaneo pensare che la storia si incentri su un pericoloso triangolo passionale. Ma vi assicuro che crederlo sarebbe un errore, perché soltanto un uomo avrà l’onore di conquistare lentamente il corpo, la mente e il cuore della piccola Ambra, un protagonista maschile che non riusciremo a identificare fin dal principio, perché Anna Chillon è dannatamente brava a creare svariate possibilità, rimescolando le carte in tavola con l’astuzia e l’intelligenza che da sempre la contraddistinguono.

Quest’uomo – di cui non pronuncerò il nome, per non rovinarvi il gusto speciale della sorpresa – è un dominatore dal cuore granitico, che vede nel dolore fisico la più sublime forma di godimento, oltre che l’unica arma in grado di annullare le sofferenze dell’anima. Un orco che da un lato è terribilmente attratto dalla luce che una creatura come Ambra sprigiona, dall’altro si ostina ad ammirarla da lontano per la convinzione di non meritarla affatto.

Ma sarà proprio questa ragazzina stravagante, e un po’ pasticciona, a far nascere in lui un inaspettato istinto di protezione capace di donare a questa storia tenui sfumature di tenerezza che ti sciolgono l’anima come neve al sole.

I due protagonisti, infatti, non sono legati semplicemente da un’insana e profonda forma di attrazione fisica. Sarebbe folle pensare che una scrittrice brillante come Anna Chillon possa accontentarsi di un rapporto superficiale come questo.

Perché ciò che quei due condividono è un’intima compenetrazione di pensieri.

È una sfida continua che conduce entrambi ad affrontare le loro paure più profonde, scendendo a compromessi che, ai miei occhi, rasentano la pura perfezione dei sentimenti.

È un’esaltante caccia del gatto col topo, dove il gatto non riesce più a trattenere la sua lussuria animale e il topo… beh, il topo non accetta alcuna sottomissione nonostante perda a poco a poco la sua tenera innocenza in virtù di un’adorabile malizia.

Se a questo quadro superbo aggiungiamo poi la fiducia meravigliosa che un adulto conquista lentamente da parte di un adolescente complicatoe in guerra col mondo intero, ecco che il romanzo si arricchisce di emozioni così intense da riscaldarti il cuore e farti scendere persino una lacrima di commozione.

“Non sempre quello che pensiamo di desiderare è quello che desideriamo davvero, eppure tutto è necessario a portarci precisamente dove serve.”

Sarò sincera, nell’ultimo anno mi era mancata da morire quella sensazione di dipendenza logorante da un libro. Quell’ossessione inopportuna per una storia che è in grado di destabilizzarti come se fosse vera, nonostante sia il frutto di pura fantasia.

E adesso che l’ho provata di nuovo con tutta me stessa, sono sicura che ne sentirò terribilmente la mancanza. Una nostalgia unita a quel senso di dolce disperazione che solo i romanzi di Anna Chillon ti lasciano in corpo, quando sullo schermo del kindle appare ingiustamente la parola “fine”.

VOTO:

5

SENSUALITA’:

5BOCCHE

VOTO LUI:

corona5

VOTO AMBRA:

5

RECENSIONE A CURA DI:

Lexie

EDITING A CURA DI:

Rebirth

 

 

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